Leggiamo spesso proposte e visioni sul turismo locale piene di entusiasmo e buone idee. Ma credo che prima di parlare di nuovi progetti dovremmo affrontare con onestà i nodi veri dello sviluppo di Massa: politica e imprenditoria.
La politica deve creare le condizioni perché investire sia semplice, conveniente e sostenibile: infrastrutture funzionanti, regole chiare, promozione coordinata, decoro urbano, incentivi per le imprese e una programmazione costante di eventi anche di piccola portata ma continuativi, distribuiti non solo nel centro ma anche nelle periferie, così da rendere vivo il territorio tutto l’anno e favorire la destagionalizzazione del turismo.
Senza queste basi, qualsiasi strategia turistica resta solo sulla carta.
Allo stesso tempo anche il tessuto imprenditoriale deve fare un salto di qualità: meno individualismo e più collaborazione. Il turista non sceglie una singola attività, sceglie una destinazione capace di offrire servizi collegati, accoglienza organizzata e un’esperienza fluida.
Non ci manca il patrimonio, ci manca la regia.
Percorsi straordinari come la Via Francigena e la Via Vandelli sono risorse enormi ma ancora poco valorizzate. Prima di inventare altro, dovremmo sfruttare davvero ciò che abbiamo, dal mare alle Alpi, passando dalle costruzioni storiche di tutta la nostra storia.
Servirebbero azioni semplici ma concrete: mappe tematiche della città (cartacee e digitali), monitor o cartelli narrativi che raccontino la nostra storia dalle origini al dopoguerra, e veri punti di accoglienza dedicati sia ai pellegrini della Francigena sia ai viandanti della Vandelli, dove trovare informazioni, servizi e orientamento.
All'attenzione della politica.
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Non ci manca il patrimonio, ci manca la regia.
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