Nelle nostre montagne esiste un patrimonio straordinario fatto di natura, storia e cultura che può diventare un vero motore economico per il territorio — se impariamo a lavorare insieme con una regia unitaria.
I rifugi storici gestiti dal Club Alpino Italiano non sono solo punti di appoggio per escursionisti: sono presidi di sicurezza, memoria alpina e identità locale.
📍 Alcuni gioielli da valorizzare
- Rifugio Aronte – il più antico (1902), al Passo della Focolaccia
- Rifugio Nello Conti – sotto il Monte Tambura
- Rifugio Enrico Rossi – sulla Pania Secca
- Rifugio Del Freo – in località Mosceta
- Rifugio Forte dei Marmi – sotto il Monte Nona
- Rifugio Carrara – a Campocecina
- Rifugio Adelmo Puliti – ad Arni
Molti di questi sorgono lungo percorsi storici come la Via Vandelli, un itinerario che potrebbe diventare un grande richiamo turistico internazionale se promosso con visione strategica.
💡 La vera sfida
Non mancano le risorse naturali né i finanziamenti — tra bandi della Regione Toscana, progetti del Parco Regionale delle Alpi Apuane e fondi europei.
Quello che serve è:
✔ pianificazione unitaria
✔ competenze tecniche e politiche di alto livello
✔ sinergia tra enti pubblici e investitori privati
🤝 Un’alleanza pubblico-privato potrebbe trasformare questi rifugi in poli di turismo sostenibile collegati alla Riviera, generando lavoro, indotto commerciale e valorizzazione culturale.
🌿 Le Apuane non sono solo montagne: sono una risorsa strategica.
Sta a noi decidere se lasciarle dormire… o farle diventare il cuore pulsante dello sviluppo locale.
Valorizziamo i rifugi storici delle Alpi Apuane:
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un tesoro da rilanciare
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