Come comunità civica di Massa Carrara portiamo all’attenzione della politica locale una riflessione che riteniamo urgente e necessaria:
avviare tavoli istituzionali permanenti tra amministrazioni pubbliche e proprietari privati, affiancati da un percorso di confronto pubblico aperto e partecipato, per programmare e pianificare interventi concreti di ripristino del decoro urbano e rafforzamento della percezione di sicurezza in città.
Le scritte sui muri, soprattutto quando compaiono su edifici pubblici o istituzionali, non rappresentano confronto democratico ma contribuiscono al degrado visivo e simbolico degli spazi comuni.
Alimentano senso di disordine, trascuratezza e perdita di controllo del territorio, aumentando nei cittadini la percezione di insicurezza.
Quando vengono colpiti scuole, sedi comunali o luoghi rappresentativi, il danno diventa anche istituzionale: il gesto assume il significato di sfida verso l’ente pubblico e verso la collettività che esso rappresenta.
Imbrattare muri è un reato previsto dal codice penale e comporta sanzioni, aggravate nei casi di recidiva o quando sono coinvolti beni di interesse storico o artistico. Non è quindi una questione di gusti o opinioni, ma di rispetto delle regole e della convivenza civile.
Non è una questione di idee o di schieramenti: è una questione di città, di responsabilità e di dignità degli spazi condivisi. I muri non sono lavagne ideologiche. Le idee si discutono e si difendono nel confronto, non deturpando ciò che appartiene a tutti.
Una città che tollera l’abusivismo perché “il messaggio piace” è una città che abbassa progressivamente la soglia del rispetto. Il degrado resta degrado, indipendentemente da ciò che c’è scritto sopra.
Invitiamo quindi la politica locale a un impegno chiaro, continuativo e visibile per la tutela del decoro urbano, perché la qualità degli spazi pubblici è il primo segnale della qualità della vita civile
All'attezione della politica:
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Decoro e sicurezza urbana.
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