Leggendo dell’iniziativa del Partito Democratico sulla zona industriale di Massa ci nasce una riflessione, o meglio una serie di dubbi.
E se tutta questa contrapposizione tra difesa della vocazione industriale e ipotesi di commerciale fosse solo apparente? Se il vero schema fosse quello, già visto altrove, del creare un “conflitto pubblico” per arrivare poi a un compromesso già scritto? Tipo: alcune aree diventano commerciali, mentre per il resto si promettono sviluppi industriali futuri, piani strategici, investimenti annunciati… ma senza tempi certi né garanzie concrete?
Domanda legittima: esiste davvero una visione industriale definita, con progetti e soggetti pronti a investire, oppure si parla in termini generici mentre su singoli lotti le decisioni sono molto più rapide e concrete?
Perché il dubbio viene: non è che alla fine qualcuno ottiene subito ciò che gli interessa, mentre il resto rimane affidato a prospettive indefinite e difficili da verificare?
Non affermazioni, solo interrogativi. Ma forse proprio per questo sarebbe utile che alle domande arrivassero risposte chiare, verificabili e pubbliche. Perché quando si parla del futuro economico di Massa Carrara, la trasparenza non dovrebbe mai essere opzionale.
Zona industriale di Massa
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ci nasce spontanea una riflessione, o meglio una serie di dubbi.
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